Con la primavera arrivano le zecche

In primavera con il bel tempo arrivano le zecche

Il periodo più a rischio per le zecche

Il periodo più critico è quello primaverile ed estivo che va orientativamente da fine marzo fino ai primi di ottobre. E’ questo il periodo in cui la zecca ha maggiore necessità di trovare un ospite per un pasto di sangue. Viceversa durante la stagione fredda è pressoché innocua in quanto cade in una fase di letargo. Dopo essere stati nel bosco o sul prato bisogna controllare che non vi siano zecche sul corpo, in particolare nella piega delle ginocchia, all’inguine o sotto le ascelle. Quando si va nel bosco è opportuno indossare abiti chiusi di colore chiaro, perché così è più facile scoprire le zecche e toglierle subito, prima che possano mordere la pelle. Si raccomanda inoltre di spruzzare uno spray antizecche sulla pelle e sugli abiti.

 Come prevenire le punture di zecche

  • Evitare i luoghi dove è possibile entrare in contatto con le zecche: margini dei boschi e dei sentieri, sterpaglie e sottobosco, prati e felci fino a 1,5 m dal suolo e ad altitudini fino a 1500 m.
  • Indossare abiti chiusi di colore chiaro che coprano il più possibile il corpo. Sugli abiti chiari è più facile individuare le zecche. In questo modo possono essere rimosse prima di raggiungere la pelle e di pungere.
  • Spruzzare pelle e abiti con un prodotto repellente contro le zecche.

 Perché le zecche sono pericolose?

Il morso della zecca può trasmettere infezioni pericolose per l’uomo. Si tratta della meningoencefalite primaverile-estiva (TBE) di origine virale e della borreliosi di Lyme provocata da batteri. L’infezione virale può provocare l’infiammazione delle meningi e comportare, anche se i casi sono piuttosto rari, severe affezioni al cervello o al midollo spinale. Contrariamente alla TBE, la borreliosi è relativamente frequente e provoca infiammazioni alla pelle, alle articolazioni, al cuore e/o al sistema nervoso. La febbre dei conigli è una malattia poco nota e trasmessa all’uomo dal morso di zecca.

 TBE o encefalite da zecca

Scoperta in Italia relativamente di recente (anno 1994 primo caso in provincia di Belluno), la TBE è sicuramente la malattia più pericolosa trasmissibile da zecca infetta. Come già accennato poc’anzi tale malattia ha origine virale e colpisce il sistema nervoso centrale. La TBE è presente con alcuni focolai nei paesi dell’Europa centro orientale. Diversamente dalla malattia di Lyme, la trasmissione della malattia avviene entro pochi minuti dal morso della zecca.

E’ importante sapere che normalmente i sintomi della TBE non si manifestano nei bambini (asintomatica) mentre vi è un progressiva escalation della severità della patologia con il progredire dell’età (malattia molto grave per l’anziano). Fortunatamente in molti soggetti (circa il 70%) i sintomi della malattia non si manifestano. Nei restanti casi purtroppo, dopo un periodo di 3-20 giorni dal morso, la malattia si manifesta con febbre altissima e intensa cefalea. Attualmente non esiste ancora una specifica terapia per questa malattia.

Fortunatamente la TBE colpisce un numero minore di soggetti rispetto alla malattia di Lyme e per quelli particolarmente a rischio (boscaioli, pastori, guardie forestali ecc…) vi è la possibilità di vaccinarsi.

 Come staccare la zecca

Il morso di zecca generalmente non causa nessun fastidio e non è doloroso. Proprio per questo è molto difficile accorgersi della presenza del parassita nel momento stesso in cui questo si attacca al nostro corpo. Quasi sempre ci si accorge da qualche ora fino a qualche giorno dopo il morso a causa del prurito. Individuata la zecca la prima cosa da fare è provvedere alla sua immediata rimozione dalla cute tramite apposita pinzetta togli zecche (acquistabile in farmacia). Come? La zecca va presa alla base il più vicino possibile al rostro (piccolo uncino con il quale la zecca rimane attaccata alla pelle) e ruotata delicatamente in senso antiorario. Occorre pazienza e mano ferma. Non applicare assolutamente sulla cute prima dell’estrazione olio, vaselina, alcool, benzina o altre sostanze. Così facendo, infatti, il parassita sentendosi soffocare rigurgiterà il suo patogeno ancora di più nel vostro sangue. Evitare di toglierla con le unghie a meno che la zecca non sia solo appoggiata sulla pelle. Se dopo la rimozione il rostro dovesse rimanere dentro alla cute non allarmatevi per niente, le probabilità di infezione sono le stesse di qualsiasi corpo estraneo (spina, scheggia di legno ecc..). Dopo qualche giorno verrà espulso naturalmente.

Importante: Dopo l’estrazione lavare e disinfettare accuratamente la zona colpita e tenerla sotto controllo per almeno 30-40 giorni; nel caso di comparsa di arrossamento (eritema migrante) consultare il medico. La rimozione tempestiva è assai importante per scongiurare la trasmissione del Morbo di Lyme nel caso che la zecca sia infetta. La zecca infetta deve infatti rimanere attaccata alla pelle almeno 24 ore per trasmettere tale infezione.

 Dove vivono le zecche

Le zecche si trovano nelle zone silvestri, tra i cespugli e su i fili d’erba dove ci sono animali da parassitare con microclima preferibilmente umido. Le zecche non saltano e non volano ma si appostano all’estremità dei fili d’erba aspettando il passaggio di qualche animale o dell’uomo. In genere non si spingono oltre i 1200 metri di altitudine.

Come difendersi dalle zecche

La cosa migliore è la prevenzione:

  • Evitare i terreni poco battuti ed infestati da erbe in zone di collina e bassa montagna soprattutto nel periodo primaverile ed estivo. Evitare di sdraiarsi sull’erba.
  • Vestirsi preferibilmente con abiti chiari in modo da rendere più facile la localizzazione delle zecche prima che le stesse entrino a contatto con la pelle,
  • Durante un escursione ad “alto rischio zecche” evitare i pantaloni corti ed effettuare un controllo visivo sugli indumenti almeno con cadenza oraria.
  • Al ritorno da ogni escursione se è possibile è buona abitudine effettuare un’attenta ispezione visiva (meglio se reciproca) del proprio corpo ancora prima di salire in macchina. Le zecche preferiscono normalmente le parti molli del corpo quali: ascelle, inguine, parte interna del ginocchio, collo, ombelico ecc.. Adottando con scrupolo questo accorgimento  si avrà la possibilità di rimuoverle ancora prima che si attacchino alla cute.
  • Al ritorno dall’escursione spazzolare gli indumenti prima di portarli dentro le abitazioni, controllarsi nuovamente e fare una doccia
  • Eventualmente vaccinarsi contro la TBE se si frequentano abitualmente le zone a rischio.  Per maggiori informazione consultare ISS
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