Pericolo zecche: sono tornate, come proteggersi e informazioni utili

 

La zecca appartiene alla classe degli aracnidi ed è presente in tutta la Svizzera. Attiva soprattutto in primavera e in autunno, si arrampica sulle piante fino a un’altezza di 1,5 metri dal suolo. La si trova specialmente nei sottoboschi e ai margini di boschi e sentieri. Si attacca a persone e animali che le passano vicino e cerca un punto adatto per pungerli. Si fissa saldamente alla pelle e succhia il sangue per più giorni. In questo modo può trasmettere gli agenti patogeni della borreliosi o della meningoencefalite.
La borreliosi o malattia di Lyme
A seconda dell’area geografica, dal 5 al 50 per cento delle zecche è portatore di questo agente patogeno. Se la zecca ne trasmette i batteri, gli anticorpi presenti nel sangue li combattono. Nella maggior parte dei casi l’infezione ha un decorso asintomatico. A volte invece intorno alla puntura appare un arrossamento e possono insorgere sintomi simili all’influenza. Nei quadri clinici più seri, il paziente accusa dolori, disturbi della sensibilità e paralisi a livello di braccia, gambe e testa. Oltre ai disturbi a carico del sistema nervoso possono presentarsi infiammazioni alle articolazioni. La malattia può essere trattata con antibiotici.Meningoencefalite da zecche (FSME)
FSME è la sigla usata per la meningoencefalite da zecche, ossia un’infiammazione del cervello e delle meningi causata da un virus. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) considera area a rischio tutto il territorio svizzero, ad eccezione dei cantoni di Ginevra e Ticino. Lo 0,5-5 per cento delle zecche è portatore del virus.Le conseguenze della malattia possono essere anche gravi. All’inizio i sintomi sono febbre e mal di testa. Nel 5-15 per cento dei casi gli ammalati, dopo alcuni giorni spesso senza sintomi, manifestano infiammazioni del sistema nervoso con forte mal di testa, talvolta paralisi e disturbi della coscienza. Sono possibili danni permanenti e casi mortali. La FSME non può essere trattata con antibiotici, ma ci si può proteggere con una vaccinazione.

6 consigli su come proteggersi

  1. Evitare i luoghi con zecche.
  2. Indossare abiti che coprono bene il corpo.
  3. Utilizzare un repellente contro le zecche.
  4. Ispezionare corpo e abiti alla ricerca di zecche. Se si è stati punti: rimuovere subito la zecca. Afferrare la zecca il più possibile vicino alla pelle con la pinzetta e tirarla verso l’alto.
  5. Farsi vaccinare contro la FSME.
  6. In caso di sintomi rivolgersi al medico.

Trovate vari opuscoli informativi e una mappa delle aree a rischio a cura della Confederazione Svizzera e SUVA

Vaccinazione
L’UFSP raccomanda la vaccinazione contro la FSME per gli adulti e i bambini di più di sei anni che risiedono o si recano temporaneamente in un’area a rischio (tutti i cantoni ad eccezione di Ginevra e Ticino). Per quanto riguarda i bambini da uno a cinque anni, ogni caso va valutato individualmente. La vaccinazione non è necessaria per le persone che non si recano nelle zone infestate dalle zecche (soprattutto boschi, siepi, campi con erba alta, arbusti e cespugli sotto i 2000 metri di altitudine). Dopo la vaccinazione di base (tre iniezioni) va fatto il richiamo a distanza di dieci anni. Se è raccomandata per ragioni professionali (boscaioli, forestali e agricoltori), la vaccinazione è a carico del datore di lavoro.

Prevenire
I periodi più critici per il rischio zecche sono la primavera e l’autunno. Per evitare di farsi pungere, è meglio evitare i margini di boschi e sentieri, sterpaglie e sottoboschi, prati e felci. Si consiglia inoltre di indossare abiti chiusi che coprono bene il corpo. Sugli abiti chiari è più facile individuare le zecche e rimuoverle prima che raggiungano la pelle. Infine, per una maggiore protezione, si raccomanda di spruzzare pelle e abiti con un repellente specifico.

Rimuovere
Se, malgrado tutte le precauzioni, si viene punti, occorre rimuovere velocemente la zecca per prevenire l’insorgere di una malattia. Più a lungo la zecca rimane attaccata all’ospite, maggiore è il rischio che trasmetta un agente patogeno. Dopo una permanenza in un’area a rischio, ispezionare immediatamente, o almeno nel corso della stessa giornata, corpo (e abiti).

Le zecche pungono con particolare frequenza nelle pieghe del ginocchio, all’inguine e nelle cavità ascellari, nei bambini anche sul cuoio capelluto. Consigliamo di rivolgersi a un medico se, dopo una puntura di zecca, si manifestano sintomi che fanno pensare a una borreliosi o un’encefalite. Fonte: SUVA

 

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